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Il contesto legislativo
Da quando i problemi ambientali hanno cominciato ad aver peso politico,
i temi
che una volta erano esclusivi delle frange più radicali sono
diventati oggi
luoghi comuni nei programmi politici e incontrastati elementi per proposte
legislative non di rado incuranti della loro fattibilità o delle
conseguenze
economiche negative.
Ciò si può constatare concretamente con le difficoltà
che l'industria chimica
incontra per realizzare nuovi insediamenti, ampliamenti, modifiche,
talvolta
senza possibilità di una soluzione favorevole.
Troppo spesso i legislatori, per essere in sintonia con l'opinione pubblica,
sono arrivati alla conclusione che la chimica non ha intenzione, o non
è in
grado, di gestire propriamente il problema ambientale: da ciò
politiche
unilaterali e, spesso, inutilmente penalizzanti.
Il problema ambientale viene ormai discusso ai più alti livelli
mondiali (come è
successo, ad esempio, a Kyoto, Buenos Aires) e anche nei più
alti consessi
(ONU), nei quali vengono prese decisioni che interessano direttamente
anche
l'attività chimica, in tutti i suoi aspetti.
Inesorabilmente tali decisioni, presto o tardi, vengono tradotte in
realtà
(Agenda 21, Codice Etico UNEP, PIC) e l'industria chimica deve possibilmente
prevenire ed anticipare tali iniziative.
Contrariamente a quanto si pensa correntemente, la chimica è
fortemente
interessata a raggiungere gli standard più elevati nella protezione
ambientale;
in molti casi essi sono stati già raggiunti ma, purtroppo, raramente
l'opinione
pubblica ha preso coscienza di tali conquiste.
L'iniziativa Responsible Care, se opportunamente ed adeguatamente divulgata
non
potrà mancare di facilitare i rapporti con gli amministratori
pubblici da un
lato e con il grande pubblico dall'altro.
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